Attenzione alla coscienza

Mons. Nino Marzoli a Tiawanaku

Dopo non molti mesi dal mio arrivo in Bolivia, cominciai a rendermi conto che la gestione dell’arcidiocesi di La Paz da parte dell’Arcivescovo, Monsignor Luis Sainz, lasciava molto a desiderare e rivelava diversi punti oscuri, difficili da chiarire.

            Giunse il momento in cui sentii il bisogno di richiamare l’attenzione del Presule su alcune situazioni ambigue, ma non ottenni nulla di concreto. Più tardi, chiesi l’autorizzazione della Santa Sede per esigere delle spiegazioni a Mons. Sainz, che mi furono date ma che, nel giro di solo alcuni giorni, si rivelarono false.

            In queste circostanze, Mons. Nino Marzoli, uno dei quattro vescovi ausiliari di La Paz, mi ricordò quello che gli aveva detto uno dei miei predecessori: in un contrasto tra il Nunzio e l’Arcivescovo della capitale, chi ci rimetteva era sempre il Nunzio. Gli risposi che ne ero cosciente, ma che ero in Bolivia per svolgere la mia missione ed era quindi un’esigenza di coscienza agire nel modo più corretto, anche a rischio di dover pagare per questo.

            Nino ne rimase impressionato. Alcuni giorni dopo, mi disse che si era sentito chiamato in causa da quello che gli avevo detto: anche lui avrebbe dovuto dire, in coscienza e con sincerità, al suo Arcivescovo quello che pensava sull’andamento della diocesi. E di fatto, così fece.

            Il risultato fu terribile: Mons. Sainz non perdonò al suo Ausiliare la sincerità e cominciò a perseguitarlo e a umiliarlo in tutti i modi. Nel giro di qualche mese, la situazione divenne insostenibile e fu necessario pensare ad un trasferimento di Mons. Marzoli. D’accordo con l’Arcivescovo di Santa Cruz, che era al corrente della situazione, e utilizzando anche la scusa di problemi di salute, legati alla permanenza in altipiano, ottenni che Nino, il 28 agosto 1992, fosse nominato Ausiliare di Santa Cruz.

            I problemi creati a Nino dalla fedeltà alla propria coscienza furono così risolti. Non lo furono invece per me, perché, evidentemente, chi aveva voluto proteggere ad ogni costo Mons. Sainz non vide con piacere la rivelazione delle sue manchevolezze. Ma di questa storia parlerò forse più tardi.