Giovanni Paolo II a San Pietro

Al ritorno di ogni viaggio internazionale, Giovanni Paolo II, prima di tornare nel suo appartamento, si recava nella Basilica di San Pietro, per pregare davanti alla tomba dell’Apostolo.

            In occasione del suo ritorno dal suo primo viaggio in Africa, il12 maggio 1980, l’amico Janusz e io, uscendo dalla Segreteria di Stato, decidemmo di scendere in Basilica, per essere presenti alla preghiera. Gli raccomandai di “esibire la sua faccia polacca”, in modo che nessuno ci impedisse di fare quello che avevamo pensato.

            La Basilica era già chiusa, ma potemmo entrare ugualmente. Il Papa, proveniente dall’eliporto, doveva entrare dalla Porta della Preghiera, e quindi ci appostammo al termine del cunicolo, vicino al monumento funebre di Alessandro VII. Davanti alla porta d’ingresso erano già pronti gli alti funzionari del Vaticano, che però si accorsero della nostra presenza, non prevista e non permessa. Venne un giovane laico, per avvertirci che il suo superiore, un Arcivescovo, ci invitava ad andare via. In risposta, retrocedemmo un poco, ma restammo lì vicino. Al secondo invito a sparire, retrocedemmo ancora un po’, ma restammo, ormai decisi di salutare il Santo Padre.

            Quando finalmente Giovanni Paolo II arrivò, nessuno più si occupò di noi. Entrando in San Pietro, il Papa riconobbe Janusz, che, per essere polacco, lavorava in stretto contatto con lui, e lo salutò con molta cordialità. E dato che io gli ero vicino, salutò cordialmente anche me.

            Il bello fu quello che seguì: il primo dopo il Papa era il Cardinale Casaroli, che ci conosceva bene e che ci salutò con un sorrisetto ironico, che diceva: “Ma cosa state facendo qui?”. Dopo di lui, c’era l’Arcivescovo che ci voleva cacciare, ma anche lui ci salutò con grandi sorrisi e lo stesso fecero tutti gli altri, giovane laico compreso. In quel momento eravamo diventati persone importanti!

            Visto questo, Janusz si mise a ridere e commentò a bassa voce: “Hai visto che commedia?” E aveva ragione.

            A parte questo particolare, in qualche modo ridicolo, ci fu una continuazione: il Papa, ignorando l’inginocchiatoio preparato per lui, si avviò verso la balaustra della Confessione, e si mise in ginocchio sul pavimento di marmo. Tutti quelli che erano con lui fecero immediatamente la stessa cosa. Casaroli fu l’unico a proseguire spedito verso gli inginocchiatoi che erano stati preparati, e si inginocchiò in quello che gli era destinato. Evidentemente sapeva come la cosa sarebbe finita.

            La preghiera durò a lungo, e quindi, uno dopo l’altro, quelli del seguito si alzarono a fatica e raggiunsero gli inginocchiatoi. Passò un intero quarto d’ora, prima che il Papa si alzasse, per uscire dalla Basilica. Vale la pena di fare la prova, per capire quanto possono essere lunghi quindici minuti, quando si è in ginocchio sul nudo marmo.