Il cambio del manto

Avevo saputo che il cambio del manto alla statua della Madonna di Copacabana avveniva in maniera riservata: erano presenti solo i francescani del Santuario, due suore e una famiglia di vicini che da tempo avevano ottenuto questo privilegio.

Presi parte per due volte all’evento, che prendeva una intera mattinata di tempo e si svolgeva come una vera e propria liturgia. La prima volta, l’12 febbraio 1991, andai soltanto per guardarne lo svolgimento. La seconda, il 23 gennaio 1992, volta tornai con la macchina fotografica, e ne documentai ogni momento.

Per prima cosa, dalla testa della Madonna e del Bambino erano tolte le corone, preziosi oggetti di gioielleria. Quindi la statua era calata dalla nicchia e depositata su uno sgabello. Qui, con ordine, avveniva lo spogliamento: prima i gioielli, poi il velo di pizzo che copriva la testa, poi la parrucca di nerissimi capelli veri, poi il manto, il vestito, il sottogonna bianco e la sottoveste. Anche al Bambino, che era appoggiato al braccio sinistro di Maria ma ne era staccato, era tolta la parrucca, e quindi il suo vestitino, che era coordinato con quello della Madre. Il manto della Vergine era tenuto da parte, per essere utilizzato nella benedizione (v. la pagina sul Santuario di Copacabana), mentre gli altri indumenti non sarebbero stati più usati.

La statua senza vestiti appariva molto più piccola di come la si vedeva normalmente. Scolpita nel legno da un indio, Tito Iupanqui, nel 1575, era stata rifinita con una ricca doratura. Nella sua condizione originaria, il viso appare più dolce. Il Rettore, P. Roque, mi diceva che con la parrucca l’immagine appare molto più seria, quasi corrucciata: “la Virgen se pone cara de suegra – la Vergine mette su una faccia da suocera”.

Con batuffoli di cotone, la statua veniva delicatamente spolverata. Poi veniva presentato il corredo che sarebbe stato usato. Ce ne erano tanti in attesa, tutti offerti dai fedeli, ma nella scelta si seguiva un rigido ordine determinato dal tempo della donazione, senza preferenze per nessuno. Allora mi hanno precisato che, con tre cambi all’anno, avevano corredi pronti fino al 2013.

L’operazione della vestizione era abbastanza semplice nelle prime fasi, ma più delicata quando si trattava di adattare il vestito e quindi di imporre il manto, che doveva cadere con precisione, senza nessuna piega. Anche la parrucca non andava facilmente al suo posto e, stranamente, ancora più complicata era l’operazione per il Bambino. Le corone sarebbero state collocate dopo che la statua fosse di nuovo nella nicchia.

Ma prima di riportarla in alto, la signora che aveva partecipato all’operazione prese una boccetta di profumo e ne spruzzò la stoffa attorno al viso della Vergine. Un gesto del tutto gratuito, dato che nessuno avrebbe potuto sentirne l’odore. Ma proprio per questo, era un gesto pieno di amore, con commoventi richiami ad episodi simili nel Vangelo.

Soltanto i batuffoli di cotone, che erano serviti per spolverare le statue, erano poi considerati come reliquie della Madonna, e date, come oggetto di devozione e di consolazione, a persone malate.

La statua abbassata dalla nicchia

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