Le guarigioni di Loreto nella loro documentazione medico –scientifica

Ottaviano Paleani, “Le guarigioni di Loreto nella loro documentazione medico –scientifica”, 1943 (ristampa anastatica, Loreto 2012).

PREFAZIONE

Leggiamo nel Vangelo di Matteo che, per adempiere quanto scritto dal profeta Isaia, Gesù “ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie” (Mt 8,17). Non abbiamo ragione di pensare che questa affermazione dell’evangelista si riferisca a qualche malattia di cui Gesù abbia sofferto, per essere così partecipe del dolore di tanti fratelli infermi. Se così fosse, si sarebbe trattato di una esperienza passeggera e limitata. Il dolore fisico, nella sua manifestazione più tremenda, ha toccato il Signore quando, con un supremo atto di volontà, egli ha permesso che giungesse la sua “ora”, quella della passione e morte.
Di fatto, Matteo cita il profeta proprio quando Gesù opera guarigioni: egli assume su di sé il dolore di tanti, liberandoli dalle conseguenze del peccato, attraverso la sua capacità divina di vincere la malattia e la morte. Nel fare questo, frequentemente gli evangelisti ricordano che, nel momento stesso di operare il miracolo, Gesù sospira profondamente, geme o addirittura, come alla risurrezione di Lazzaro, piange. Si direbbe che, in quei momenti, il Signore senta intensamente in sé il peso del dolore di tutti i tempi, e faccia propria la sofferenza di tutti i malati e gli infermi, i paralitici, gli zoppi, i ciechi, i sordomuti, i lebbrosi … che nel corso della nostra storia millenaria avrebbero abitato questo nostro mondo.
Il gesto taumaturgico di Gesù non ha risolto il problema del male nel mondo, perché la malattia e la morte sono ancora con noi. Egli ha però dato l’annuncio di un tempo nuovo che stava iniziando: il tempo messianico, del quale i profeti avevano parlato come del sorgere di un’epoca felice, segnata dalla presenza dell’amore misericordioso di Dio. Anche gli Apostoli, che continuarono la missione di Cristo, guidando il cammino missionario della Chiesa primitiva, operarono miracoli, quasi a confermare la profezia di Gesù: “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre” (Gv 14,12).
Il segno dei miracoli accompagna la Chiesa, con lo stesso significato dei gesti compiuti da Gesù: non per stupire, non per creare clamore attorno al taumaturgo, ma per indicare alcuni momenti straordinari della presenza di Dio nella storia umana. Alcuni santi sono conosciuti per la forza della loro intercessione, e quindi per la grande fiducia che i fedeli ripongono in essi. Alcuni luoghi, specialmente benedetti da una particolare presenza di Maria Santissima, sembrano favorire uno spontaneo abbandono nelle mani della Provvidenza divina, quasi spinta ad agire con maggiore generosità, grazie all’intercessione materna della Vergine.
La Santa Casa di Loreto, per l’atmosfera spirituale che si respira in essa, è stata da sempre un luogo privilegiato per sentire la presenza materna di Maria e per chiederne la potente intercessione. Non stupisce quindi se, nel corso dei secoli, affidandosi alla protezione della Madonna, tanti hanno ottenuto grazie straordinarie, sia nel piano spirituale, con la guarigione dello spirito e soprattutto con il dono della conversione, sia anche nel piano fisico, con guarigioni che spesso sono state viste come miracolose.
La Chiesa osserva questi fenomeni con molto rispetto ma insieme con molta prudenza: è sempre possibile che l’entusiasmo dei fedeli veda come miracoloso un episodio che appartiene invece al normale ordine della natura. Per questo, prima di pronunciare la parola “miracolo”, si richiede un’analisi attenta dei fatti, per verificare che l’episodio abbia in sé quelle caratteristiche che, senza ombra di dubbio, obbligano a riconoscere che, da un punto di vista naturale e scientifico, non ci sono spiegazioni a quanto è avvenuto.
Il dottor Ottaviano Paleani ha raccolto testimonianze di guarigioni avvenute nel Santuario di Loreto o in riferimento alla devozione alla Santa Casa, e, con accuratezza scientifica, le ha esposte in un volume: “Le guarigioni di Loreto nella loro documentazione medico –scientifica”, pubblicato nel 1943. Più tardi, il dottor Pierluigi Cavatorti ha redatto una ulteriore relazione di guarigioni straordinarie: “Le guarigioni a Loreto – Gli sguardi e le carezze della Madonna”, pubblicato nel 2001 e ancora disponibile presso la Congregazione Universale della Santa Casa. Il libro dei Paleani, che è esaurito da tempo, grazie alla generosità di benefattori, viene ora offerto di nuovo alla considerazione dei lettori, in una edizione anastatica.
Questa iniziativa editoriale avviene in concomitanza con l’istituzione a Loreto di due organismi: l’Osservatorio Medico, che ha il fine di constatare, raccogliere i fatti ed effettuare la valutazione di primo livello, di ciascun caso di guarigione apparentemente inspiegabile, nonché di monitorarne l’evoluzione per almeno un anno, attraverso un’attività professionale qualificata; e la Commissione Medica, che effettuerà la valutazione di secondo livello, sulla base della documentazione fornita dall’Osservatorio Medico, al fine di formulare il giudizio definitivo. Per riconoscere il valore dell’opera svolta dal dottor Paleani, l’Osservatorio Medico è stato intitolato al suo nome.
Il desiderio di studiare con criteri strettamente scientifici i casi di guarigioni, ottenute grazie all’intercessione della Vergine, risponde ad una precisa volontà della Chiesa. Essa, senza porre limiti alla sovrana libertà divina di intervenire nelle vicende umane, vuole che le possibili manifestazioni taumaturgiche siano seriamente verificate, in modo che nessuno possa accusare coloro che credono di essere facilmente ingannati da fanatismi isterici e da grossolane contraffazioni. Sappiamo bene che di casi del genere ce ne sono tanti, ma più che al piano della fede, essi appartengono al mondo ambiguo delle manipolazioni pseudo religiose, spesso motivate da interessi economici.
La lettura delle pagine del Paleani, come di quelle del Cavatorti, sono per tutti noi un aiuto per sentire la costante presenza della Provvidenza divina, che interviene nella storia della sofferenza umana, attraverso la materna intercessione della Vergine Madre. A Loreto, il santuario dell’Incarnazione ci fa sentire vicina questa presenza, che, proprio tra le pareti della Santa Casa, ha iniziato il suo cammino terreno.