Ludovico Seitz e la Cappella Tedesca a Loreto

Mariano Apa – Giuseppe Santarelli, “Ludovico Seitz e la Cappella Tedesca a Loreto”, Edizioni Santa Casa, 2008.

PREFAZIONE

La presenza delle tre pareti della Casa di Maria a Loreto, nei sette secoli trascorsi dalla loro traslazione da Nazareth, ha ispirato nel popolo credente fede e devozione, che si sono anche manifestate in alte espressioni d’arte. Le povere, nude pietre, che parlano di sobrietà e di semplicità, hanno dato vita ad una continua meditazione sul mistero dell’Incarnazione, che tra quelle stesse pareti ha avuto il suo inizio. “Hic Verbum caro factum est”: qui è cominciato il nuovo progetto di salvezza che Dio ha voluto donare al Suo popolo. Dal “Fiat” di Maria è cominciata una nuova fase nella storia dell’umanità, che da allora è cambiata per sempre.

Teologi e artisti hanno unito le loro forze per esprimere visivamente questa verità. Il rivestimento marmoreo della Santa Casa narra i diversi episodi della vita di Maria, rendendo plasticamente le sobrie descrizioni dei Vangeli, sia canonici sia apocrifi, e offre all’umanità un capolavoro di abilità artistica e di profondità interpretativa. Anche nella cupola e nelle cappelle dell’abside, i misteri della vita della Madre di Dio sono illustrati con una festosa varietà di stili, sempre ad alti livelli di manifestazione artistica: l’Immacolata Concezione nella cupola, la vita della Famiglia di Nazareth nella cappella spagnola, la Vergine Addolorata nella cappella italiana, l’Assunzione di Maria al cielo nella cappella americana.

Al centro dell’abside, la cappella tedesca presenta l’espressione più completa e complessa di questa meditazione cristologica e mariana. Gli episodi fondamentali della vita di Maria sono inquadrati nel contesto della storia della salvezza, unendo insieme l’Antico ed il Nuovo Testamento e ponendo al centro di tutto il racconto iconografico la presenza di Cristo, Verbo Incarnato. “Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome”. Se ascoltiamo le parole di Paolo nella lettera ai Filippesi (2,6-9), mentre ammiriamo le diverse storie evangeliche della cappella tedesca, la meditazione teologica si fa viva ed efficace, senza perdere nulla della sua profondità.

Nel ciclo pittorico, Ludovico Seitz, è stato capace di unire la ricchezza dei colori e l’eleganza delle forme alla descrizione attenta dei sentimenti. L’espressione è classica e moderna allo stesso tempo, le scene ci parlano di una grande storia inserita nelle vicende quotidiane del tempo in cui l’artista viveva, i personaggi hanno la solennità della idealizzazione ed insieme la vivacità del ritratto di gente viva e vera, che, come allora, cammina oggi per le nostre strade.

Il volume che ho l’onore di presentare documenta l’itinerario artistico del Seitz e ne segue, in attenti dettagli, i diversi momenti che lo hanno portato a progettare e quindi a realizzare il ciclo pittorico lauretano, senza dubbio il più importante e completo della sua carriera pittorica. La dovizia delle illustrazioni aiuta a cogliere i particolari, anche i più minuti, in modo che il lettore è accompagnato a scoprire la bellezza della cappella tedesca, ma è al medesimo tempo stimolato ad andare a completarne la conoscenza con una imprescindibile visita al monumento stesso.

Dobbiamo essere grati al P. Giuseppe Santarelli e a Mariano Apa, i quali, con l’esperienza e la competenza che è loro propria, hanno guidato un gruppo di esperti a comporre un’opera che, senza possibilità di dubbio, diventa un necessario punto di riferimento per chiunque voglia conoscere il pittore tedesco e il suo capolavoro lauretano.

Questo volume, il primo pubblicato dall’Editrice Santa Casa, del Centro Studi Lauretani, offre un contributo alla conoscenza dei tesori di fede e di arte che sono racchiusi nel Santuario di Loreto. Mi auguro che la pubblicazione, resa possibile dalla generosità della “Fondazione Pro Musica e Arte Sacra”, sia conosciuta e apprezzata da molti, che ne possano trarre un aiuto per meglio capire e sentire la forza spirituale che scaturisce dalle tre pareti della Santa Casa.