L’ultima foto

Suor Alicia Alvarado

Quando, il febbraio del 1990, arrivai a La Paz, una delle prime persone che incontrai fu la Suora segretaria della Nunziatura, Sor Alicia Alvarado Gagliardi, di nazionalità peruviana ma ormai da diversi anni stabilita in una comunità salesiana in Bolivia. Dal 1979 prestava il suo servizio nella Nunziatura.

            Nel corso degli anni del mio servizio, ho avuto infinite occasioni per apprezzare la qualità delle sue prestazioni, la sua competenza e la sua fedeltà. Aveva molto da fare, per curare tutta la corrispondenza, tenere in ordine l’archivio e rendere in uno spagnolo perfetto le omelie, i discorsi e le conferenze che dovevo poi pronunciare in diverse occasioni.

            Per questo, lei preferiva che io dessi il mio testo in italiano: le era più facile tradurre dall’italiano piuttosto che correggere il mio spagnolo. Il suo metodo era di fare rapidamente una prima traduzione, per poi tornarci con calma, per rendere il testo il più possibile perfetto. Devo riconoscere che i testi che elaborava erano dei veri piccoli capolavori.

             Oltre a tutto questo, curava la raccolta di ogni testo che appariva sulla stampa, in cui era menzionato il Nunzio Apostolico. All’inizio, le avevo detto di non essere interessato a questa iniziativa. Ma quando mi ha consegnato il primo volume, ben rilegato, con tutti gli articoli del 1990, mi sono reso conto che la cosa era davvero interessante. Ora ho con me i sette volumi, uno per ogni anno, e ne sono sinceramente fiero. Ogni tanto li consulto, per ricordare date e storie, anche, spesso, per riportare alla memoria episodi che avevo dimenticato.

            Quando mi preparavo alla partenza per raggiungere Nairobi, volli fare una serie di fotografie dei diversi ambienti della residenza nella quale avevo vissuto per più di sei anni. L’ultima foto, il giorno prima di partire, l’ho scattata nell’ufficio di Sor Alicia. Questa istantanea della Suora, insieme con la prima al mio arrivo in Bolivia, indicano quasi simbolicamente l’inizio e la fine di una fase della mia vita, che ricordo bellissima anche se, per alcuni aspetti, difficile e dolorosa.