Suor Tobiana

Nei lunghi anni del pontificato di Giovanni Paolo II, il nome di Suor Tobiana era ben conosciuto, negli ambienti del Vaticano. Era la superiora della comunità di Suore che prestava servizio nell’appartamento del Papa. Era polacca ed apparteneva alla Congregazione delle Suore del Divin Cuore di Gesù, semplicemente chiamate in polacco Sercanki.

            Nei giorni precedenti alla mia ordinazione episcopale, mentre ero alloggiato nel vecchio convitto di Santa Marta – non ancora il nuovo moderno edificio – ricevetti una telefonata e chi mi chiamava si presentò come Suor Tobiana. Sorpreso, chiesi se si trattava della Suor Tobiana dell’appartamento pontificio. La risposta fu positiva e fu seguita dall’invito a recarmi a parlare con lei.

            Avute le necessarie istruzioni sull’itinerario da seguire, e con un certo imbarazzo, mi recai all’appuntamento, nella parte dell’appartamento riservato alle religiose. Ricevetti subito la spiegazione di quella chiamata: la loro Congregazione è presente in Bolivia e certamente avrei avuto l’occasione di incontrare le Suore nel loro campo di lavoro. La richiesta era di avere cura delle Religiose e, quando fosse stato necessario, fare da tramite per l’invio di qualche aiuto.

            Ricordo qui questo primo incontro, perché le Suore di cui si parla avevano la loro missione nel Chapare, e in particolare nella comunità di Valle Sajta, che visitai anche in occasione del Natale del 1993. La comunità era formata da alcune Suore polacche e da altre, anche novizie, boliviane.

            Ebbi sempre una impressione molto positiva di queste religiose: le giovani boliviane sembravano perfettamente a loro agio, e le polacche, anche se più esperte, lasciavano a loro la responsabilità di condurre diverse iniziative, come tutto quello che si riferiva alla pastorale giovanile.

            La superiora della comunità era molto legata a Suor Tobiana. Donna saggia, volle sapere il mio parere circa il loro modo di comportarsi in quella regione, piagata dalla coltivazione della coca e dalla produzione di cocaina. Accolse bene il mio suggerimento e, a quanto ho potuto sapere, lo svolgimento del loro lavoro apostolico non ha conosciuto particolari ostacoli.

            Dovetti tornare più volte a vedere Suor Tobiana, sentendomi sempre in disagio e con il timore che il Papa venisse a prendere un a tisana o volesse parlare di qualcosa con le Suore. Ma conclusa la mia missione in Bolivia non mi feci più vedere. Coltivare amicizie importanti non è mai stata la mia specialità.

            Anni più tardi, nel mese di aprile del 2010, quando per una missione mariana mi recai da Loreto a Cracovia, rividi Suor Tobiana, che era nel palazzo arcivescovile, a servizio dell’antico segretario di Giovanni Paolo II, Stanisław Dziwisz. Mi riconobbe e l’incontro fu molto cordiale.