Un pellegrino racconta

2011 – Un pellegrino racconta – Fotografie di Daniele Papa

Introduzione

Ormai da tempo la foto a colori è diventata il modo normale di fotografare. Grazie all’alta sensibilità delle pellicole e all’ancora maggiore sensibilità degli apparecchi digitali, siamo abituati a vedere immagini nelle quali appare tutta la ricchezza cromatica del mondo in cui viviamo. Perché il mondo, sembra ovvio dirlo, è fatto a colori, e con una infinita varietà di colori.

          Proprio per questo, ogni tanto fa piacere tornare al modo di fotografare di una volta: quel bianco e nero a cui eravamo abituati e che, pur privandoci di tanti aspetti della realtà, ci offriva delle visioni particolarmente suggestive. Tornare oggi al bianco e nero ci fa capire, meglio di quanto non potessimo farlo prima, che le rappresentazioni che otteniamo sono di fatto delle astrazioni, in sé delle vere e proprie creazioni, che lasciano da parte la verità di quello che vediamo, per interpretarla in un modo del tutto diverso e fantastico.

          Capiamo anche che la definizione di foto in bianco e nero è in sé stessa equivoca e fondamentalmente sbagliata. Perché guardando quelle foto, ci rendiamo conto che di neri e di bianchi in verità ce ne sono davvero pochi. Quello che vediamo è invece una quantità di grigi, in gradazioni e intensità diverse, volti a creare una varietà di piani e di superfici che rendono le immagini vive ed efficaci.

          Daniele Papa ci ha abituati alle sue rappresentazioni della realtà, tutte giocate, appunto, con una ricca varietà di grigi, che evocano una natura primordiale ed un mondo che, anche per il mezzo di riproduzione usato, sembra allontanarsi dalla concretezza un po’ banale dell’oggi.

          Queste sue foto che, in una successione di momenti diversi, presentano la giornata dei pellegrini giunti a Loreto per venerare la Santa Casa di Maria, raccontano una storia che è allo stesso tempo profondamente vera e umana, e insieme astratta e collocata in un’atmosfera rarefatta di sogno e fantasia. I pellegrini concreti, persone vere giunte qui con la loro fede, le loro angosce e i loro desideri, diventano la presenza ideale di ogni pellegrino che, in diverse regioni del mondo e in diverse epoche della storia, si reca ai piedi di Maria, in un gesto di affidamento filiale.

          La magia del bianco e nero, e della ricchezza dei grigi che ne derivano, ci offre una serie di scene senza tempo: l’allegria dei giochi in piazza, la dedizione dei volontari che assistono i malati, la varietà dei ricordi offerti dalle bancarelle, l’abbraccio silenzioso alle pareti esterne della Santa Casa. Ognuno di questi pellegrini possiamo essere noi e possono essere i pellegrini di sempre, colti in alcuni dei momenti veri e spontanei della visita.

          Le immagini di Daniele Papa sono piene di vita, perché, prima di essere fissate sulla gelatina di una pellicola o di un foglio, sono nate nell’occhio e nel cuore di un artista, capace di cogliere momenti unici, nella loro semplicità quotidiana, che rivela, nello stesso tempo, una grande ricchezza di umanità e di fede.